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Assisi e il Monte Subasio

Itinerario
“Alzo gli occhi ai monti…” recita il più celebre dei salmi. Lo stimolo vale anche per dare alla visita di Assisi respiro più ampio, ritrovando negli scenari del Subasio la serenità del messaggio francescano
Assisi, basilica di S. Francesco/cc-by jim linwood

“Vidi Assisi, trasfigurata dal fascino e dall'incanto che San Francesco e l'antica arte umbra hanno trasfuso a questa terra”, così scriveva Hermann Hesse nel 1907, ben rappresentando la duplice motivazione, spirituale e artistica, di questo viaggio in Umbria. L'itinerario, tuttavia, suggerisce di affrontare l'esperienza allargando lo sguardo al monte Subasio, che sorge alle spalle della città francescana. L'eremo delle Carceri, che sorge sul versante meridionale, è già una delle mete ineludibili della giornata, ma esperienza emozionante potrebbe essere anche il periplo della montagna, passando per Spello e Nocera Umbra, risalendo la Via Flaminia, per poi chiudere l'anello lungo la pittoresca valle del Tescio. Il tracciato segue a breve distanza il perimetro del Parco regionale che tutela una montagna significativa non solo per la sua storica valenza spirituale, ma anche per il pregio d'ambiente, dagli oliveti della pedemontana ai pascoli d'alta quota. Come souvenir dell'esperienza, una bottiglia d'olio extravergine d'oliva umbro o una forma dell'eccellente pecorino locale.

Alla scoperta della Val Tiberina


Itinerario
Il Tevere traccia nel cuore dell’Umbria un itinerario ben calibrato, che sulla via di Perugia fa tappa a Todi e in borghi pittoreschi come Città di Castello, Deruta e Torgiano.

Le statistiche dimostrano che Perugia è un punto fermo nei programmi della maggior parte delle vacanze in Umbria. Nulla da eccepire, semmai si può suggerire di modificare l’approccio. Per raggiungerla, infatti, il più delle volte si devia dall’autostrada del Sole all’altezza del lago Trasimeno. Se non si va di fretta, tuttavia, una bella alternativa è la statale della Val Tiberina, che accompagna il tratto medio-alto del Tevere. La bellezza dei luoghi, a dire il vero, fa nascere la tentazione di invertire i termini del programma, ovvero dedicarsi ai borghi che s’incontrano strada facendo e riservare al capoluogo una visita più breve (con il proposito di tornare al più presto). Città di Castello è la prima tappa per chi arriva da nord: luogo di bella atmosfera, con straordinarie tradizioni in fatto d’artigianato e gastronomia. Superata di poco Perugia, ecco Torgiano, piccola capitale del vino e del turismo enogastronomico, e Deruta, celebre per le sue ceramiche, senza dimenticare gli scorci pittoreschi che l’una e l’altra sanno offrire. Infine Todi, cittadina che non richiede presentazioni, specie per arte e cultura, salvo sottolineare che rientra nel Parco Fluviale del Tevere con tutto quello che ne consegue in termini di natura e attività all’aria aperta. Per chiudere l'itinerario ad anello, una raccomandazione: la strada che attraversa lo splendido territorio della Comunità Montana del Monte Peglia e della Selva di Meana transitando per San Venanzo.


Monti Sibillini: i colori dell’estate


Itinerario
Dalle Marche all'Umbria, percorrendo un anello di spettacolari strade di montagna. I motivi d'interesse si susseguono a ritmo serrato: natura e paesaggi umani, arte e tradizione, prodotti tipici e buona tavola.

I Monti Sibillini sono parte della dorsale di spartiacque dell’Appennino Umbro-Marchigiano: le vette superano spesso i duemila metri di quota, formando scenari grandiosi e selvaggi, ma senza essere impervie, offrendosi apertamente all’escursionismo estivo e invernale. I margini del comprensorio sono serviti da antiche strade di collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno, indimenticabili per panorami ed emozioni di guida; da queste partono i tratti che risalgono le valli più alte e i sentieri che puntano verso il crinale. Una vera wilderness, abitata da lupi e aquile reali, con estese faggete e praterie d’alta quota dalle eccezionali fioriture: orchidee, genziane e stelle alpine. Fuori dal comune è anche la componente umana, basti dire della spiritualità benedettina che pervade Norcia e dei borghi che punteggiano il territorio marchigiano: Visso, San Ginesio, Amandola, Arquata del Tronto… Si finisce in bellezza a tavola potendo combinare il meglio di due regioni benemerite: la montagna offre formaggi, salumi e tartufi, per citare solo alcune eccellenze, ma va messo in conto anche quello che la collina su entrambi i versanti sa offrire in fatto di vini e di rustici sapori.

Oltre Spoleto: la Valnerina e i Sibillini

Itinerario
La visita di Spoleto è uno degli imperativi del viaggio in Umbria. Il tocco d’avventura in più è dato puntata verso il Parco Nazionale dei Monti Sibillini

La proposta di visita ha un primo momento a Spoleto, città che richiede meditata sosta per svariati motivi culturali e adeguata predisposizione alla non comune vocazione gastronomica del suo territorio. Il proseguio riguarda la boscosa Valnerina, cui s'accede dal basso, da Ferentillo, pittoresco borgo diviso in due contrade dal fiume, oppure per via breve tramite la spettacolare strada del passo di Cerro, altrimente detta statale 395. L'itinerario prevede la risalita verso le sorgenti del fiume Nera, nel cuore dei Monti Sibillini. Varcato il confine con le Marche si fa tappa a Visso, pittoresco borgo castellano, da dove parte la strada che sale a Castelsantangelo (m 780) e poi si inerpica verso il passo di Gualdo (m 1496). Oltre il valico si scende nuovamente in territorio umbro berso il Piano Grande di Castelluccio, luogo celebre per le sue fioriture e la produzione di lenticchie. Proseguendo in tortuosa discesa si raggiunge Norcia, cittadina straordinaria sia per atmosfera che per produzioni tipiche: salumi, tartufi, formaggi…

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